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Leggendo ci si allontana dal mondo per comprenderlo meglio <°((gaetano~vergara))°>


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martedì, 24 novembre 2009
 
Muito Romântico
trentaseiesimo frammento

expertus
ex-perito
esperto
de-
pe-
ri-
to
despierto
perito
de-
ses-
pe-
ra-
do
finito
morto

hai risvegliato
la mia anima sopita e l’animale che l’ospita,
poi ci hai dato un taglio che io non posso dimenticare,
il corpo solcato da cicatrici che mantengono viva ogni piaga della mia memoria
 

postato da aitan | 21:20 | Permalink | commenti (14)





domenica, 11 ottobre 2009
 
Muito Romântico
trentacinquesimo frammento

Beneath an underdog


Adesso sono solo come un cane; malmesso come chi non c’ha da fare, ricerco senso per valli, monti e mare in mezzo a strade vacue, insane e vane. Ormai non faccio che spolpare l’osso. Brancolando sull’orlo di un fosso, giro su me stesso come un fesso e senza posa d’abbaiar non cesso. Ormai sono peggio di un bastardo. Arrovellato nel mio stesso lardo, fisso lo sguardo su un punto piantato nel fondo più profondo di me, ma in fondo in fondo ritrovo sempre te, e non so più se carezzarti ancora o scappare via, mandandoti in malora come la notte al fondo d'ogni aurora.

 

postato da aitan | 11:05 | Permalink | commenti (20)





venerdì, 04 settembre 2009
 

Muito Romântico
trentaquattresimo frammento

tu mi fai girar

Vortice - di Gaetano aitan Vergara (c)(c) 2003



la mia vita andava a rotoli, il paese andava a rotoli, tutto il mondo andava a rotoli e tu ci danzavi sopra forsennatamente mentre precipitavamo insieme verso l’abisso e io me ne stavo a bordo pista a vederti rotolare, come se non sapessi che insieme a te precipitavo anch’io e tutto il mondo intorno che gira ogni giorno e fermare non potrai, mai


postato da aitan | 09:29 | Permalink | commenti (12)





mercoledì, 08 luglio 2009
 

Muito Romântico
trentatreesimo frammento
(l'una rossa, l'altra non so)

eccola qua,
un'altra notte insonne
a contare le nuvole addensate
sulle cose che sono ormai passate
nelle cosce delle trascorse donne

eccolo qua, l'allocco che non dorme
pensando a te che te ne andasti via
ma resti dentro com'una mania
grande, scura, inconsueta, enorme,
fuor d'ogni norma e calcata orma
che si conformi
alla normata forma 

eccolo qua,
il povero gaetano,
ieri preso da foga,
oggi arreso alla fuga
e appeso a una figa
che se ne frega
se lui annega,
oppure annaspa,
tirandosi una sega
sotto una spada o una daga
mentre tutto intorno dilaga
e rompe gli argini la diga
dei sentimenti suoi
che vorrebbe
ancora
come prima
intrecciati ai tuoi. 

ecchele qua,
ebbi' loco,
ebbi' llanne,
pecché
tu 'o saje
ca tira cchiu
nu pilo
'e pucchiacca
ca na pariglia
e vuoje;
ma chiste
mo' so fatte mie
e nun so cazze tuoje. 

ecco qua,
me so' sfugato,
pure si sto alluccanno
cu na mano int'a sacca
o bavero aizzato
e 'na funa 'nganna.

postato da aitan | 21:27 | Permalink | commenti (26)





mercoledì, 10 giugno 2009
 

M u i t o
Romântico

trentaduesimo
frammento


...

Mi chiedi dove ci scaraventerà  l A   p r O S s i M a   oNda.
Ti chiedi se sapremo cavalcarla o se ne saremo arrovellati.
Senza risponderti ci  a u g u r o  che io possa essere
il sollevatore d'ogni tua croce,
e la tua croce;
e che tu
sappia
essere
il mio
calvario
e il mio
sollievo.
E poi,
ancora,
balsamo,
condanna,
legno storto
e follia,
in secula
seculorum,
o solo almeno
giorno per giorno
o r a   per   o r a
d'anno in anno,
fino alla fine
del gioco,
'till when
the
p
a
r
t
y
is
o
v
e
r
:
di
gioia
in gioia
di noia in noia
e di danno in danno,
fino al giorno in cui
i vermi pasteggeranno
tra le  t u e  e  m i e  ossa
confuse sotto lo stesso
metro cubo di terra,
come se fossero
una sola cosa,
finalmente,
unacosasola
fino alla
fine del
tempo
e di
te,
p
e
r
f
i
n
o
.
.
.

Che non credevo / ci potesse essere / qualcun'altra / a cui giurare / per sempre /
tra i fili / della barba di Piazzolla. /
('Azzor!)

 

postato da aitan | 00:22 | Permalink | commenti (26)





sabato, 23 maggio 2009
 

Milano, avanti ieri.

Due improvvisazioni / in ottava senza rima /
che non c'entrano con questa / bella cosa che sta qua / e m'ha fatto salutare / da vicino tanta gente / che fino a poco fa / sapevo solo a parole / (grazie, grazie, prego, grazie)


I

Come essere umano
mi è d'uopo affermare
che i momenti più belli
di tutta la mia vita
li ho per certo vissuti
allorché ti ho sentita
veramente animale
e come tale amata
sbattuta et adorata
su vette rasente cielo
(détta coi toni mocciosi
che vanno per la maggiore,
tanto per dimenticare
che soffro l'eterno male
di every day invecchiare
come una vela al mare
sott'un vento senza fine.)

FINE


II

Finito il tempo in cui
si scoppiava di parole,
ora si scoppia in strada,
al caldo delle polveri,
o sotto il duro giogo
delle replicate crisi
che sconvolgono le vite,
anche se il premier ride
e l'opposizione siede
aspettando cadaveri
sulla sponda di un fiume
melmoso e inquinato
in cui sarà triste fare
l'irreversibile parte
del cadavere, un giorno
che per noi ormai il tempo
sarà pure lui finito.

FINITO


[Se vi va, esprimete la vostra preferenza per la uno (I) o la due (II). E siate clementi. A Milano faceva un caldo della madonnina ed io non ero molto in me. Peraltro, mi ha sconvolto trovare ribaltato il mio immaginario. Pensavo che la capitale della crisi italiana fosse una città brutta e noiosa. E invece mi sono ricreduto, grazie anche a chi me l'ha fatta passeggiare da dentro nei limiti del tempo brevissimo che avevo disponibile. Mannaggia la miseria, mannaggia la morte e mannaggia il tempo che non la smette di cingerci d'assedio!
(E grazie puranco a tutta la redazione e all'organizzazione di B&N che m'ha offerto l'occasione e dato la soddisfazione di questa premiazione in mezzo a tutta questa popolazione che m'ha dedicato tanta immeritata attenzione che vorrei rivolta soprattutto all'illustatrice della mia obliqua immaginazione: Eugenia Monti.)
]



postato da aitan | 18:09 | Permalink | commenti (36)





sabato, 18 aprile 2009
 

Muito Romântico
trentunesimo frammento

Il giorno che sei uscita dalla mia vita hai portato con te i miei pennelli e la musica e te ne sei andata come se quella fosse la cosa più semplice da fare. Da un momento all'altro, mi sono reso conto che in casa non avevo più nemmeno un pezzo di carta su cui scrivere: ormai, non avrei più potuto lasciare nemmeno il benché minimo segno, neanche se avessi voluto usare il mio sangue o il succo della passata di pomodori di cui conservavamo grandi scorte in dispensa perché non-si-sa-mai. Il giorno che sei andata via, sui miei tavoli non c'era più nemmeno una matita spuntata; questa con cui sto scrivendo ora l'ho presa in prestito da una di quelle mie amiche che tu odiavi tanto, quelle che mi dicevano che prima o poi saresti andata via, e io fingevo di non crederci, perché mi sembrava questo il mio ruolo, allora; ma poi tu sei andata via, e loro hanno bussato in fretta alla mia porta e sono entrate tutte insieme in un lungo corteo di penne, matite, pennarelli e strumenti nuovi con cui faccio musica che ti piacerebbe molto ascoltare, se solo riuscissi a toglierti dalle orecchie quelle maledette cuffiette che ti ottenebrano la mente e ottundono il cuore.
A dirti il vero, pensavo di avere ancora tanto tempo. Ma tu, all'improvviso, te ne sei andata, senza dire una parola e senza nemmeno sbattere la porta; te ne sei andata via così, all'improvviso, e hai portato con te tutta quella decisione che avete gli animali femmine quando sentite che una fase è finita e comincia un'altra vita. Io, invece, resto qui a saggiare i colori delle penne e le fogge di tutti questi pennelli da cui nascerà un'energia nuova che ti sommergerà tra gli altri ricordi, come se nulla fosse o fosse stato, anche se quello che fu fu bellissimo e valeva ogni pena, ed anche tutta questa disperazione che distillo in gocce di colore e inchiostro che si fanno parole del tutto inutili da conservare, valeva.

postato da aitan | 00:41 | Permalink | commenti (30)





domenica, 08 marzo 2009
 

Evviva Evviva!

disegno di Eugenia Monti - link alla pagina della premiazione del concorso Blog&Nuvole

E tanti complimenti ad Eugenia!

postato da aitan | 20:02 | Permalink | commenti (30)





lunedì, 16 febbraio 2009
 

Muito Romântico
trentesimo frammento

Spengo la radio che tengo sempre accesa
perché non voglio stare ad ascoltare i pensieri
che stanno acquattati nei recessi meno accessibili della mia coscienza;

spengo il cellulare,
affinché nessuno venga a interrompere il silenzio in cui mi immergo,
come se qui dentro fosse davvero possibile smettere di sentirti e sentire
(tanto sono sicuro che tu non mi avresti potuto chiamare comunque,
dal momento che non te l'ho nemmeno dato il mio nuovo numero);

tra un po' spegnerò anche questo pc
e l'illusione di avere mille porte e finestre per affacciarmi sul mondo
(non vedo l'ora di liberarmi dal rumore di questa maledetta ventola
che mi ronza in testa insieme ai rimpianti
e ai miei desideri più neri e più veri);

tolgo la spina alla segreteria
(quella ce l'ho da che sono rientrato in patria
(¡caracoles!),
e non ho ancora imparato a metterla fuori uso
premendo uno dei sui trentatré bottoni
o la giusta combinazione dei tasti
che ne decretano la chiusura
(li fanno sempre più difficili questi apparecchi iperdigitali
e io mi sento ogni giorno meno sapiente e più cretino));

spengo tutte le luci e mi accendo la sigaretta che mi offristi tu
la notte in cui si biforcarono i nostri sentieri
(volevamo fumarla insieme, come l'ultimo desiderio dei condannati,
ma ci accorgemmo che avevamo lasciato nel bar i nostri accendini).

Se potessi, mi spegnerei pure i ricordi che mi si arrovellano in testa, ora,
per lasciare che il buio la faccia da padrone in ogni anfratto della mia memoria
e in ognuno dei quattrocento cantoni della mia coscienza.

Perché lo sanno anche i matti, i cavalli e i gatti randagi come te e me che
certe volte può far male anche evocare i momenti migliori della scorsa vita.

E allora, spente a una a una tutte le luci, fumo solo, solo, como un perro solo,
nel freddo di questa notte che mi cala dentro inesorabile come una vendetta.

Fumo lentamente e vorrei si spegnessero
anche le insegne della strada e i fari delle auto.

Se potessi, farei buio soprattutto sulla nostalgia
che mi corrode e mi svuota dentro
come il guscio di un uovo scivolato
nel vulcano di una torta di farina, torti e zucchero a velo.

[...] Penso in una nuvola di fumo che
avrei ancora molte cose da dirti, 
molto amore da dare e da darti,
e continuo a chiedermi
perché ho lasciato che te ne andassi via
come se niente fosse o fosse stato. [...]

Perché non sono saltato sull'ultima carrozza del tuo treno in corsa
pronto a tirare il freno e far stridere le ruote sui binari?

Ti avrei sussurrato all'orecchio:
"¡Estoy todavía aquí, cielo!",
mentre tu ti affacciavi dal finestrino
cercando il mio volto e la mano
tra la gente impalata al andén número 3. [...]
Perché non ti ho rincorso fino alla fermata successiva
gridando contro il trambusto del treno che non potevi andare via così,
che saremmo rimasti sempre insieme accompagnandoci fino alla vecchiaia
in un discorso senza soluzione che avrebbe tenuto acceso ogni canale?
Perché me ne sono stato lì a vederci finire, senza dire una parola?
Mentre è cenere anche questa sigaretta, ormai, ed il fumo
è avvolto dall'oscurità fosca ed impenetrabile
di una notte senza luce e senza luna.
¡Ojalá potessi fumarmi così
tutta la mia malinconia
e questi ricordi che
non sanno più
andare
via
...
o
r
m
a
i
.

 

postato da aitan | 13:00 | Permalink | commenti (34)





martedì, 20 gennaio 2009
 

Turchia e Nuvole

Tra qualche ora parto. Domani pomeriggio sarò a Trebisonda (parece mentira) e da lì a Giresun. Sono ancora affaccendato negli ultimi preparativi, ma prima di chiudere le valigie volevo diffondere tra i lettori di questo blog ancora ignari una notizia che mi ha fatto molto piacere: su Blog & Nuvole è stato pubblicato il fumetto che Eugenia Monti ha illustrato a partire dal mio XX frammento della serie languida di codesta bitácora.

Sfogliatevelo e fatemi sapere.

prima pagina del fumetto Muito Romântico - XX frammento di eugenia monti e gaetano vergara (c) 2008

Secondo me Eugenia ha fatto un lavoro magistrale. Prima di vedere le sue tavole, pensavo fosse irrisolvibile la resa grafica del mio XX frammento; temevo, insomma, che quelli di Blog & Nuvole avessero fatto malissimo a selezionare quel testo. Ma il lavoro di EM mi ha fatto ricredere.

Eugenia è brava, sensibile ed anche tosta. Mica sono tutte romanticherie le sue illustrazioni e mica per niente sto contraddicendo una regola che mi sono imposto fin dalla creazione di questo blog: quella di utilizzare, qua dentro, solo immagini di mio pugno (perché forse non lo sapete, ma questo è uno spazio assolutamente autarchico e collettivo).
E ora, sentite a 'mme, andatevi a vedere qualche altra illustrazione di EM su myspace. Ne vale la pena.
Io ammiro molto il tratto acido delle sue chine e degli acquerelli e trovo adorabile la vena surreale che percorre alcuni suoi disegni. E poi sono felicissimo di averla incontrata. Volevo farvelo sapere e sarei contento se lo venisse a sapere pure lei.

Vabbuo', mo' vado a chiudere la valigia che, tra una cosa e l'altra, si è fatto tardi.

postato da aitan | 22:20 | Permalink | commenti (30)





martedì, 06 gennaio 2009
 

Muito Romântico
ventinovesimo frammento
Tirata tardo-adolescenziale di nuovo anno (6 gennaio 1995)


Poi tornerà lei a ridare luce a questo buio e illuminare di senso ogni oggetto di questa stanza. Poi tornerà lei e tutto sarà diverso, anche la polvere. La sedia su cui siedi ogni giorno sarà un trono nei giardini dell’Alhambra e le pareti alberi infiniti sotto il cielo della stanza. […] La sua voce risuonerà tra i tronchi e le pareti del tuo cervello riempiendo ogni vuoto per una lunga sequenza di attimi senza fine (anche se avrai nel cuore il terrore di un epilogo imminente, sprofondato nella stracca monotonia del quotidiano dove tutto è uguale - “me da lo mismo” - e sopravvivi indifferente come in un paradiso di castrati in cui il più perfetto dei cori canta una nota sola: serafini dal futuro riflesso nello stagno di un presente immobile e privo di ogni traccia di vita vissuta (di vita, di vita, di vita!)). […] Il suo incedere tornerà a dare un ritmo ai giorni tuoi, se tu vorrai e lei verrà. [...]
E non sarà mai troppo tardi, anche se vorresti fosse ora, ora, ora che non puoi aspettare neanche un attimo di più.

postato da aitan | 10:00 | Permalink | commenti (26)





domenica, 07 dicembre 2008
 

Muito Romântico
ventottesimo frammento

Chiodo schiaccia chiodo,
e ora ce li ho tutti e due
conficcati nel ventre.

Non puoi spegnere un fuoco
appiccandone un altro.
Non si può cancellare un dolore
con il dolore di un altro.

Resterò tutta la vita
infedele e poligamo,
e non metterò da parte
nemmeno un ricordo.
Costi quel che costi.

(Ché poi lo so bene / che in amore / non ci sono / propositi / che tengano / né contenitori / che contengano, /
e ogni cosa che dico / smentisce / la cosa / che ho detto / prima, /
o la svilisce, /
che è / una morte / anche peggiore.)

 

postato da aitan | 18:52 | Permalink | commenti (30)





venerdì, 21 novembre 2008
 

grazialcèlo

Alzò gli occhi verso il cielo in cerca di luce, e si rese conto che da lì non si vedeva, il celo. Troppe case a grattare le nuvole. Riabbassò lentamente lo sguardo e ringraziò, pensando che anche se ora non lo poteva vedere, lo avrebbe ringraziato, quel cielo negato, per tutto il tempo che sarebbe rimasto in vita, e lo avrebbe ringraziato perché nel riabbassare lo sguardo vide lei, e gli sembrò che si fosse trattato di un meraviglioso colpo di fortuna; indubbiamente era stato proprio un colpo di fortuna riabbassare gli occhi proprio nel momento in cui gli si parava di fronte, bellissima, raggiante, più bella anche del celo, e lui avrebbe voluto ringraziarla, e ringraziare ancor più lei piuttosto che sentirsi grato verso gli dei della volta celeste, perché in fondo era stata lei (e non gli dei) a passare di lì, sì, era stata lei, proprio lei in carne ossa e due occhi profondi e bellissimi ad essergli passata accanto proprio in quell'esatto momento e aver ridato luce a quelle mura e orizzonte al suo sguardo; e voleva dirle che prima d'allora non aveva alcun senso la sua vita e forse nemmeno c'era vera vita nei sensi suoi sopiti e illanguiditi da un'esistenza grama e oscura piena di ansie vuoti e paura. Trascinato da questi pensieri, andò incontro al suo destino come attratto da una forza magnetica che lo risucchiava verso l'auto che lei guidava altera e noncurante. Ma lei non lo vide e lo travolse tra le ruote del suo mercedes blu; lei non lo vide, non avrebbe potuto vederlo: stava guardando lo smalto scolorito dell'unghia del mignolo sinistro poggiato sul volante accanto alla leva della freccia, e non si rese nemmeno conto di averlo investito. Così, non sentì nemmeno quell'ultimo rantolo che prolungò la 'e' dell'estremo suo grazie.

postato da aitan | 16:13 | Permalink | commenti (32)





lunedì, 17 novembre 2008
 

Ritratto singolare

Ora vuoi un ritratto,
un ritratto che ti descriva
in una dozzina di righe…

Secondo me, vuoi troppo;
chi troppo vuole nulla stringe e ogni cosa stinge,
incluso la mala pianta della malinconia.

Io ho chiuso, ho concluso, è finita.

(E se metti tutte queste parole in fila,
non sono neanche sette righe;
e in fondo neppure la nostra vita è una vita.)

Mi alzo dal foglio e mi metto in disparte.
Ritratto, ritratto tutto, ritratto in prima persona singolare
e butto il lutto a mare, ché tanto ogni cosa fatta,
in quanto fatta, si può cambiare.

E così sia.

postato da aitan | 21:43 | Permalink | commenti (22)





giovedì, 06 novembre 2008
 

Muito Romântico
ventisettesimo frammento

S o n g - I

Un tè da té
soli io e te
tet a tet
stritt' stritt'
mentre
fa scuro
là fora
e se fa night
int'a stu core
et into the street,

po' tu stut'
e light
e uìt uìt
me dice
ca nun me ne vuo' fa 'i.

"E chi se ne va cchiu,
chi se ne vo' 'i.",
penso je,
e t'astregno
cchiu forte
e saccio
ca si tu fusse
a Morte
mo' stesso
vulesse muri'.

(E chesto è,
e chisto
song' je.)

Al margine di questo ennesimo testo della serie languida di questo blog, annuncio sottovoce che il XX frammento romantico è stato scelto dalla giuria di Blog&Nuvole insieme con altri 34 testi che attendono di essere illustrati (sempre che si trovi un fumettista che voglia far sue quelle parole e trovarne una chiave di lettura visiva per presentarle sotto un'altra veste).

 

postato da aitan | 00:15 | Permalink | commenti (44)