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lunedì, 05 ottobre 2009
Vorrei scrivere prose che illuminino la realtà
e poesie che le diano senso.
giovedì, 30 luglio 2009
interludio pseudo-cronachistico in attesa di vacanze
ovvero 3 o 4 cosette tra il faceto e il serio troppo serio
(Contenuto esplicito
e linguaggio che chiama culi i culi,
cazzi i cazzi e berlusconi i berlusconi)
I - Tom's Mispelling
Una coppia svedese è andata a fare in culo per aver scritto sul proprio GPS Natica di Mare invece che Pratica di Mare.
II - “A shprakh iz a dialekt mit an armey un flot”
Una lingua è un dialetto con un esercito e una marina. (Max Weinreich)
Un dialetto è una lingua che qualche volta c’ha pure una ronda che ti sfonda le palle e ti fa vergognare d’essere nato dove sei nato.
III - Fondi stanziati per il sud nel 2009
- Patrizia D’Addario, trasferta 2.000 euro
- Noemi Letizia, collier Damiani 6.000 euro
- Mariano Apicella, cachet forfettario 12.000 euro
- Giampi Tarantini, servizi di intermediazione, eventuali e varie, 24.000 euro
Sud, Berlusconi: "Questo governo non ha mai trascurato i problemi del Sud.
Sono state anche stanziate somme rilevanti..."
III - Luglio, agosto, settembre (nero) - visione pessimistica assai
A settembre chiuderanno molte fabbriche, qualche lavoratore in cassa integrazione continuerà a tempo indeterminato, altri saranno licenziati e basta, senza ammortizzatori sociali. Tanti precari si troveranno senza lavoro, a settembre, e forse non resisteranno neanche le fabbrichette in nero che pullulavano nei sottoscala del mio paese.
Di questo passo, da settembre circolerà molto meno denaro ed entreranno in crisi anche le salumerie, i negozi di abbigliamento, i cinema, i ristoranti e qualche centro commerciale.
Magari, questo settembre, passerà anche meno pubblicità per le televisioni e, questo sì, sembrerà veramente grave al nostro presidente del consiglio. Ma potrebbe essere troppo tardi…
sabato, 30 maggio 2009
Interludio senza parole

martedì, 31 marzo 2009
scomplimento (esercizio di stile)
Non ti piace Luana De Palma? Guarda un po’, a me Luana De Palma mi attizza molto, mi fa impazzire; mi piace tutta, tranne il naso.
Sì, è vero, tu non le somigli per niente, sei diversa da lei in tutto; tranne il naso. Il vostro naso sì, è identico e identicamente orripilante, come tutto il resto del tuo corpo e della tua anima; se c’è l’hai un’anima, brutta stronza che non sei altro. Brutta senz’anima e senza un granello di cervello; brutta, senza niente e nulla di bello. Brutta senza sale, senza pepe né alcun condimento. Brutta senza senso e senza possibilità di cambiamento. Brutta brutta come è brutto ciò che sento quando ti vedo e resto tutto il tempo turbato, livroso e scontento, come sorpreso da un mal vento in un oscuro giorno d’inverno che sembra un inferno, dopo aver visto te.
Mi piacerebbe, ora, che vi cimentaste voi a rimuginare insulti, sgarberie, invettive, sbeffeggiamenti, cialtronerie, dileggiamenti vari e implacabili esecrazioni da rivolgere ai vostri peggiori nemici ed alle persone più antipatiche che avete avuto la sfortuna e il dispiacere di conoscere.
Bene accette (molto ben accette) anche ingiurie furiose e feroci imprecazioni indirizzate al popolo maggioritario delle libertà. Come ho scritto altrove, se quello della premiata ditta Berlusconi-Fini è il popolo degli italiani liberi, io mi dichiaro prigioniero (politico) e dalla mia cella buia mi preparo a imbastire le peggiori insolenze, maledizioni e bestemmie.
Questo era solo un esercizio di riscaldamento.
mercoledì, 1 aprile 2009 ha inveito anche melacecca
martedì, 03 febbraio 2009
Giresun 21.01.2009
Interludio Breve Bizantino e alquanto Barocco
(in pratica, quasi un enigma che si autorivela) *
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otla'l
osrev
ossab lad isodnevoum
artsinis a artsed ad av
osnes li etlov a ehc
ias ehc acifingis
,esarf atseuq
erid louv
asoc
icsipac
eS
..
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*nota al margine del senso
Tante volte le risposte sono sotto i nostri occhi, ma non riusciamo a vederle, perché ci ostiniamo a ripercorrere sempre gli stessi passi, come se il senso fosse unico e uno solo il verso. E pensare che a volte basterebbe un lampo di riflessione per illuminare la realtà di luce nuova!
mercoledì, 14 gennaio 2009
interludio senza altre parole che queste

venerdì, 26 dicembre 2008
trentatré
raschierò a fondo il fondo del mio bicchiere, perché se mi guardo dentro, ora, non ho niente
e nessuna cosa da dire che sia migliore di queste trentatré parole
o del silenzio
mercoledì, 26 novembre 2008
......
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interludio
livoroso,
arrogante,
peDante
ed autocriticante
Dorme Publio di tanto in tanto,
trova sonno in ciascun canto
e sovente non porta il conto.
Nell’aulica commedia
le strofe sono tante
ma tante tante tante
che di tanto in tanto
risulta vacillante
anch’il verso di Dante.
Dorme Omero ogni tanto,
dorme tanto pure Dante
e io sempre sonnecchiante
¡Por el amor / del arte, / el honor / de mi vida / y el buen nombre / de la poesía,
te ruego, / Machado, / enséñame
a despertar / el alma dormida / antes que se acabe / para siempre / la partida!
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Yo me afano y me desvelo
da molti giorni e non mi decido:
¿ma a voi piace di più
"Dorme Publio di tanto in tanto,
trova sonno in ciascun canto
e sovente non porta il conto."
oppure
"Dorme Publio di tanto in tanto,
trova sonno in ogni canto
e pertanto non porta il conto."?
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venerdì, 24 ottobre 2008
interludio a tempo di musica
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mercoledì, 24 settembre 2008
martedì, 29 luglio 2008
interludio in forma d’aforisma
la vita è tutto un gioco ingabbiato in regole in cui ti devi saper muovere per cambiarle e dare senso al percorso per te e per chi ti gira intorno con il segreto o dichiarato intento di intersecarsi per un attimo o fino all’ultimo respiro col tuo tragiludico cammino
sabato, 21 giugno 2008
¡OjO!
inter-ludio molto occhiuto con quiz allegato
Passano molte cose per gli occhi, e non tutte le vediamo. E anche quelle che vediamo, non sempre arrivano alle pupille della nostre mente e a quel complesso meccanismo di percezioni che chiamiamo cuore.
"Occhio che non vede, cuore che non sente."
È una frase che mi ripeto spesso, e credo di attribuirle più significati di quanto la semiotica dei proverbi preveda.
"Lontano dagli occhi, lontano dal cuore."
Eppure, in certi momenti, mi pare di pensarti ancora, mi pare di pensarvi ancora, ieri come ora e come allora. Non c'è chiarezza nel mio sguardo; salvo qualche volta, dopo che il pianto lo pulisce tutto oppure quando una risata sonora mi fa stringere parzialmente le ciglia e ogni cosa improvvisamente sembra a fuoco: in un batter d'occhio, la realtà si illumina di senso, come se fino ad un momento prima fossi stato ottenebrato, accecato e orbo di tanto spiro.
In spagnolo, occhio si dice "ojo", e a me sembra sempre di vedere due occhi e un naso nei segni grafici di queste tre lettere simmetricamente disposte.

"Occhio, il medico dice sei depresso, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento."
¡Ojo! (ojo) ¡OjO! scritto così, tra due punti esclamativi (ma a volte anche senza) si usa per richiamare l'attenzione dell'interlocutore. Come se veramente ci fosse più concentrazione nella vista che in ogni altro senso di cui siamo naturalmente dotati; come se veramente dieci lingue che affermano non valgano due occhi, due occhi soli, dos ojos que miran o que se miran.
Ma davvero crediamo che la nostra vista percepisca la bellezza e la bruttezza che c'è, così come è? Crediamo veramente di cogliere le cose come sono e i fatti come avvengono?
Gli occhi ingannano, ci fanno vedere la pagliuzza nello sguardo di nostro fratello e ignorano il palo conficcato nel nostro. Gli occhi ci permettono di intravedere qualche lineamento del mondo, ma non ci danno mai la possibilità reale di guadare le nostre stesse fattezze. Gli specchi, i ruscelli e i pozzi sono solo trappole illusorie: noi non siamo più noi quando fissiamo una superficie lucida per scorgervi le nostre stesse sembianze; per questo tante volte non ci riconosciamo nelle ante di una vetrina, in una pozzanghera d'acqua torbida o in una foto scattata all'improvviso.
Passano molte cose per gli occhi, e non tutte le vediamo: non tutti gli occhi chiusi dormono né tutti gli occhi aperti vedono.

In questa immagine, per esempio, ci sono 36 occhi; è abbastanza facile contarli. Ma quanti volti possono mostrare e nascondere tre dozzine di occhi?
Tu, per esempio, se ti fermi ad osservare i dettagli di questo disegnaccio, quante facce distingui?
Io ne conto…
Anzi no, sai che ti dico, se vuoi verificare che ne scorgi proprio quante ne volevo disegnare io, clicca qui, e torniamo un po' a giocare come si faceva spesso, su queste pagine, tanto tempo fa, quando tutto si vedeva in un'ottica diversa e ogni cosa appariva sotto un'altra luce.

Perché la vista dipende sempre dal tempo, tanto da quello atmosferico quanto da quello cronologico degli orologi che ci corrono dietro ogni giorno più forte. E io mi nascondo qui, per non farmi vedere.
venerdì, 13 giugno 2008
i n t e r l u d i o
con + di 3 parole
"tre parole"
sono due parole,
“son due parole”
ne sono tre
(dedicato a
te e me
che a parole
siamo sempre tre
ma nei fatti
siamo moltitudine
e qualche volta
ci sentiamo pure
solitudine pura
e solitaria paura)
(ma questo
che cavolo
importerà
a voi, che passate e spassate di qua,
è uno di quei fatti della realtà
che non m'è dato sapere.
e va bene
così,
+ o
-)
sabato, 24 maggio 2008
interludio figurato con pathos e passione in tutti i sensi

martedì, 29 aprile 2008
interludio quasi afasico

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