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giovedì, 30 luglio 2009
interludio pseudo-cronachistico in attesa di vacanze
ovvero 3 o 4 cosette tra il faceto e il serio troppo serio
(Contenuto esplicito
e linguaggio che chiama culi i culi,
cazzi i cazzi e berlusconi i berlusconi)
I - Tom's Mispelling
Una coppia svedese è andata a fare in culo per aver scritto sul proprio GPS Natica di Mare invece che Pratica di Mare.
II - “A shprakh iz a dialekt mit an armey un flot”
Una lingua è un dialetto con un esercito e una marina. (Max Weinreich)
Un dialetto è una lingua che qualche volta c’ha pure una ronda che ti sfonda le palle e ti fa vergognare d’essere nato dove sei nato.
III - Fondi stanziati per il sud nel 2009
- Patrizia D’Addario, trasferta 2.000 euro
- Noemi Letizia, collier Damiani 6.000 euro
- Mariano Apicella, cachet forfettario 12.000 euro
- Giampi Tarantini, servizi di intermediazione, eventuali e varie, 24.000 euro
Sud, Berlusconi: "Questo governo non ha mai trascurato i problemi del Sud.
Sono state anche stanziate somme rilevanti..."
III - Luglio, agosto, settembre (nero) - visione pessimistica assai
A settembre chiuderanno molte fabbriche, qualche lavoratore in cassa integrazione continuerà a tempo indeterminato, altri saranno licenziati e basta, senza ammortizzatori sociali. Tanti precari si troveranno senza lavoro, a settembre, e forse non resisteranno neanche le fabbrichette in nero che pullulavano nei sottoscala del mio paese.
Di questo passo, da settembre circolerà molto meno denaro ed entreranno in crisi anche le salumerie, i negozi di abbigliamento, i cinema, i ristoranti e qualche centro commerciale.
Magari, questo settembre, passerà anche meno pubblicità per le televisioni e, questo sì, sembrerà veramente grave al nostro presidente del consiglio. Ma potrebbe essere troppo tardi…
mercoledì, 22 luglio 2009
Prima di sbattere la testa
Prima di sbattere la testa sullo spigolo del tavolo, il bambino si arrampicò sulla sedia. Si arrampicò sulla sedia, il bambino, e appoggiò saldamente le mani sul ripiano per sporgersi sullo specchio d'acqua che sormontava il tavolo. Voleva vedere da vicino quel mondo fluido e variopinto, il bambino. Voleva vedere tutte quelle alghe che fluttuavano nell'acqua e il pesce rosso che avevano comprato al mercato. Per lui, per il bambino, il mondo liquido e variopinto che si parava davanti ai suoi occhi attoniti era più interessante, più vivo, più vero di tutte le figure che si muovevano al di là della scatola di plastica davanti a cui trascorreva pomeriggi lunghi e solitari.
Si fermò a guardare ogni lento movimento dell’acqua, il bambino, e i suoi occhi sorridevano compiaciuti di tanta fluida bellezza.
Se i suoi genitori l’avessero potuto vedere sarebbero stati contagiati da un'ondata di felicità. L'avrebbero visto soffiare con tutte le sue forze, i suoi genitori, mentre a fior d’acqua si formavano crescenti anelli concentrici; e lui, il bambino, si compiaceva di quella sua capacità di cambiare il mondo.
Per i due pesci quella fu una ineluttabile sciagura, una bufera, un inatteso maremoto.
Per lui, per il bambino, quello era il preludio della fine.
lunedì, 20 luglio 2009
Sonetto dell’etterno ritorno
(tratto da un manoscritto rinvenuto da un reiterante passato)
Per quanto non lo possa rimembrare
so per certo e non puotesi negare
che quand’ero un piccolo ‘nimale
che ansimava nel muover la coda
dentro l’antro umido e oscuro
ch’altrui labbra mi posson richiamare…
quando ero quel piccolo animale,
dicevo, io non sapevo, dicevo,
che cosa m’aspettava di là fuori,
e a saperlo avrei corso meno
per cercare di non essere primo
e restarmene in tra quelle cosce
ove dileguansi tutte le angosce
di chi troppo sa e nulla canosce.
mercoledì, 15 luglio 2009
Sull'ultimo PMJ
La XIV edizione del Pomigliano Jazz Festival m'è parsa un po' sbiadita. Magari ero io che ero stanco e un po' fuori fase. (Il fruitore influisce sempre sull'opera d’arte, soprattutto quando si tratta di musica. Le note, con tutte le loro innumerevoli combinazioni, risuonano nelle orecchie di chi ascolta in modi ogni volta differenti, e se sei stanco possono anche suonare sorde o perfino irritanti. Senza contare che il miglior jazz - come anche tutte le musiche che non appartengono a una vasta categoria che frettolosamente etichetterei come easy listening - richiede una partecipazione attiva, uno sforzo interpretativo che è esso stesso gesto creativo e che difficilmente può essere compatibile con un ascolto distratto.)

I lettori della prima ora di questo blog, sanno che quello col PMJ è per me un appuntamento fisso della prima e seconda decade di luglio. Tuttavia, in questa edizione, proprio per i motivi di cui sopra, ho assistito solo alle prime tre serate, e due volte su tre sono andato via prima che finissero i primi due concerti dei tre che questo generoso festival offre ogni giorno (opperbacco, che groviglio di numeri e parole in una sola frase di un paragrafo di due periodi!).
Il concerto che m'è piaciuto di più è stato il primo (il più 'facile', in qualche modo ;o), quello di Marco Zurzolo che citava 'Bandiera rossa', 'Roma nun fa la stupida Stasera', 'Tutu' e 'Caravan', condendo il suo etno-jazz con sonorità latine e africane, echi post-rock e gli immancabili 'standard napoletani', dalla 'Rumba degli scugnizzi' ai ritmi bandistici che accompagnano le processioni della Madonna dell'Arco.
Enrico Rava, col suo new quintet, mi è apparso più spolverato di quando l’ho ascoltato, un paio di mesi fa, al Salone Margherita di Napoli; bravissimi tutti i musicisti che lo accompagnavano, e soprattutto il versatile et virtuoso Petrella; ma, nel complesso, ho avuto la sensazione di star assistendo a un'operazione un po' fredda, più cerebrale che viscerale.
Intensa, invece, l'esibizione in trio di Stefano Battaglia che apriva la seconda serata con il suo progetto dedicato a Pier Paolo Pasolini; alla batteria uno strabiliante Roberto Dani, col suo tipico modo di percuotere pelli, piatti e percussioni etniche alternando bacchette, spazzole, mani e soprattutto silenzi ben assestati. Tuttavia, il doppio ECM che presenta le stesse musiche con formazioni allargate lo sento più emozionante, più coinvolgente.
L'operazione “About a Silent Way”, che si ispira al jazz elettrico primigenio di Miles Davis bagnato in sonorità elettroniche contemporanee alla Nils Petter Molvaer, è un altro di quegli eventi che rendono meglio su disco che in versione live.
Tutt'altro discorso per i tre concerti della terza serata: tanto i classici dell'avanguardia William Parker e Anthony Braxton quanto il gruppo brasiliano di samba-jazz Orquestra Imperial danno il meglio di sé proprio dal vivo. Anche perché questa è musica che si esprime anche con una prepotente fisicità.
Ma al terzo giorno dovevo essere proprio io a essere stremato. E ho deciso di disertare il solito incontro con la ONJ (Orchestra Napoletana di Jazz) dell’ultima serata.
Vi lascio solo qualche fotina scattata (ahimé) col telefonino a ricordo di un’esibizione dell'Anthony Braxton Diamond Curtain Wall Trio che è riuscito comunque a tenermi sveglio con una musica nervosa, ironica, complessa e dal forte impatto dinamico.

mercoledì, 08 luglio 2009
Muito Romântico
trentatreesimo frammento
(l'una rossa, l'altra non so)
eccola qua,
un'altra notte insonne
a contare le nuvole addensate
sulle cose che sono ormai passate
nelle cosce delle trascorse donne
eccolo qua, l'allocco che non dorme
pensando a te che te ne andasti via
ma resti dentro com'una mania
grande, scura, inconsueta, enorme,
fuor d'ogni norma e calcata orma
che si conformi
alla normata forma
eccolo qua,
il povero gaetano,
ieri preso da foga,
oggi arreso alla fuga
e appeso a una figa
che se ne frega
se lui annega,
oppure annaspa,
tirandosi una sega
sotto una spada o una daga
mentre tutto intorno dilaga
e rompe gli argini la diga
dei sentimenti suoi
che vorrebbe
ancora
come prima
intrecciati ai tuoi.
ecchele qua,
ebbi' loco,
ebbi' llanne,
pecché
tu 'o saje
ca tira cchiu
nu pilo
'e pucchiacca
ca na pariglia
e vuoje;
ma chiste
mo' so fatte mie
e nun so cazze tuoje.
ecco qua,
me so' sfugato,
pure si sto alluccanno
cu na mano int'a sacca
o bavero aizzato
e 'na funa 'nganna.
giovedì, 02 luglio 2009
R i t r a t t o d i P a e s e
ritratto
di un paese
insozzato, ingozzato,
rimbecillito, raggirato
e sgozzato
da magnati milanesi,
malfattori mafiosi,
magistrati ammanigliati,
mignotte miracolate
e masse malleabili
e malaccorte
assolutamente
assuefatte
alle malefatte
del potere.

ritratto
di un paese
assimilato
e ammaliato
dalle macchinazioni
machiavelliche
dei gran maestri
della manipolazione
ritratto
di un paese
maledetto,
maldicente,
mammista,
mansueto,
malfamato,
malfido,
maneggione,
mediocre,
mangione,
megalomane,
mefitico,
menzognero,
meschino
e menefreghista
ritratto
di un paese
malmesso,
soprattutto
malmesso,
e
scarsamente
propenso
alla critica
e al cambiamento.
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N.B.
Al sesto e settimo rigo (titolo escluso)
avrei potuto invertire l'ordine dei fattori e scrivere
da magnati mafiosi
e da malfattori milanesi.
oppure
da magnati malfattori
e da mafiosi milanesi.
e il prodotto non sarebbe cambiato più di tanto,
purtroppo.
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Piccolo aggiornamento serale
E ancora non avevo letto dell'ignobile Ddl sulla sicurezza approvato oggi al senato. Praticamente una versione riveduta e scorretta delle leggi razziali. Ritratto di una paese intollerante e chiuso in se stesso come una crisalide nel suo bozzolo, come una lumaca immersa nella sua bava appiccicosa, come un ragno intrappolato nella sua stessa tela.
Pensassero piuttosto alla sicurezza sui mezzi di trasporto, alla sicurezza sul lavoro, alla sicurezza delle pene per i potenti che delinquono…
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