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martedì, 31 marzo 2009
scomplimento (esercizio di stile)
Non ti piace Luana De Palma? Guarda un po’, a me Luana De Palma mi attizza molto, mi fa impazzire; mi piace tutta, tranne il naso.
Sì, è vero, tu non le somigli per niente, sei diversa da lei in tutto; tranne il naso. Il vostro naso sì, è identico e identicamente orripilante, come tutto il resto del tuo corpo e della tua anima; se c’è l’hai un’anima, brutta stronza che non sei altro. Brutta senz’anima e senza un granello di cervello; brutta, senza niente e nulla di bello. Brutta senza sale, senza pepe né alcun condimento. Brutta senza senso e senza possibilità di cambiamento. Brutta brutta come è brutto ciò che sento quando ti vedo e resto tutto il tempo turbato, livroso e scontento, come sorpreso da un mal vento in un oscuro giorno d’inverno che sembra un inferno, dopo aver visto te.
Mi piacerebbe, ora, che vi cimentaste voi a rimuginare insulti, sgarberie, invettive, sbeffeggiamenti, cialtronerie, dileggiamenti vari e implacabili esecrazioni da rivolgere ai vostri peggiori nemici ed alle persone più antipatiche che avete avuto la sfortuna e il dispiacere di conoscere.
Bene accette (molto ben accette) anche ingiurie furiose e feroci imprecazioni indirizzate al popolo maggioritario delle libertà. Come ho scritto altrove, se quello della premiata ditta Berlusconi-Fini è il popolo degli italiani liberi, io mi dichiaro prigioniero (politico) e dalla mia cella buia mi preparo a imbastire le peggiori insolenze, maledizioni e bestemmie.
Questo era solo un esercizio di riscaldamento.
mercoledì, 1 aprile 2009 ha inveito anche melacecca
mercoledì, 25 marzo 2009
S l i w o v i t z
Il giorno della fine del mondo
capirai che il male più grande
sono le parole che non hai detto,
le cose che potevi e non hai fatto;
ma sarà già tutto distrutto mentre
nell'aria si stenderà l'ultimo rutto
senza cavalli, carri e cortei a lutto
pronti a mettere in scena
un'altra parodia
del dolore.
Insomma,
alla fine,
ed anche ora stesso,
tutto quello che resta
è ciò che hai dato.
Perciò, / non farmiti pregare / e lasciamele accarezzare / quelle prugnette / che custodisci a cosce strette / come se te le potessi robare / o se da lì in mezzo potessero cadere / e il mondo intero con loro sprofondare / per farti finalmente capire / che il male più grande / è che non me l'hai data abbastanza /
e io non posso più farne senza.
E questo è il senso
e qui c'è l'essenza,
a l t r o n o n s o .
giovedì, 19 marzo 2009
La giustizia, la generosità, il caso, il caos, la libertà, l'ipocrisia, eccetera eccetera.
La giustizia è bendata come la fortuna che non guarda in faccia a nessuna e a nessuno, ma tante volte la portano per mano instradandola dove fa più comodo ai capintesta di turno o al padrone della ferriera.
La generosità è una formula per assopire i sensi di colpa e farti sentire migliore.
Il caso è la casa del caos, l’ordine è l’ordito dell’odio.
L'ipocrisia, un valore fondante della borghesia.
La libertà, una parola di tre sillabe.
Come l'amore che non hai
non sai e non dai.
Come l'amore.
Ahi!
lunedì, 16 marzo 2009
Desde Nata, Nata. Desde Nada, Nada.
(Da Panna, Panna. Da Nulla, Nulla.)
Nada algo
entre las algas
Nada nada
entre la nada
y la nada
Nadie nace de nada
salvo la sombra invisible
de un hada
que no está
ni acá ni allá
(Muy positivista
me he despertado
esta mañana,
pero negativo
de sobra)
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Nuota qualcosa
tra le alghe
Niente nuota
tra il niente
e il niente
Nessuno nasce da niente
salvo l'ombra invisibile
di una fata
che non c'è
né qui né là
(Mi sono svegliato
assai positivista
stamattina,
ma negativo
all'eccesso)
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martedì, 10 marzo 2009
anarcolessi
sono di nuovo anarchico come quando avevo 15 o 16 anni e come allora mi sta bene qualunque regola, purché spiegata e condivisa da chi la esercita e da chi la subisce, come in una partita a carte giocata liberamente e senza costrizioni nella piazza del paese o sul tavolino dell'ultimo bar del porto con accanto due noci, pochi pensieri e una brocca di primitivo di quello buono, e quando si fa sera portatemi un pezzo di pane nero, un pugno di olive di gaeta e un quarto di porto baixo corgo invecchiato al punto giusto; ecco sì, ora sì, non potrebbe andar meglio di così e in questo momento non sento nemmeno più rancore verso chi ci toglie l'orizzonte e la speranza di un mondo diverso da questo, tanto, finché sono qui di fronte al mare con pochi amici e quest'odore di salsedine che ti parla di mondi lontani e piagge incontaminate, non esistono catene, legami, legacci o catenacci che ti possano stringere le caviglie e costringere i polsi; tanto, finché sono qui di fronte al mare col vento in faccia e i tuoi capelli al vento, non ci potranno essere bardature o bavagli che ti chiudono la bocca e imbrigliano i pensieri; tanto, seppure ti legassero mani e piedi e ti tagliassero a pezzetti, non potrebbero mai tenere a freno la folla di immagini e idee che non la smettono di ruotarti dentro neanche ora che cerchi di fermarne una per vedere dove vuole andare a parare; ma le idee e le immagini sono così, quelle non si fermano davanti a niente e nessuno e continuano a volteggiare, avvolgersi e fluire come se niente fosse, insieme con tutti questi refoli, reflui e rivoli di pensieri piuttosto in-voluti anziché no
(anzi, che noia)
il titolo di codesto post, aggiunto una settimana dopo la sua pubblicazione, si deve a un'idea di e.l.e.n.a. espressa in un commento al post medesimo
domenica, 08 marzo 2009
giovedì, 05 marzo 2009
Die große Krisis
Gaza, Gas, Crisi.
Che fare, che fare,
che farete voi stasera?
Resterete in casa
a guardare la tivvù
o ci si affaccia
a intrecciare
quattro chiacchiere
su Facebook?
Che fare, che fare,
che si fa stasera?
Ci si siede in poltrona
a sentire il tempo
fluire nei cucù
o si mette in scena
un nuovo look
per vedere
l'effetto che fa
e sentirci eroici
e perfetti
almeno
per un minuto?
Che fare, che fare,
che si fa stasera?
¿Qué tal se si scende in strada
tutti belli e agghindati
a fare una ronda
e ci si riscalda
al fuoco di uno straniero;
anche se poi va a finire
che nel quartiere
puzza un po'
e ai bambini
ci viene
la tosse?
Ahi, ahi,
große Krisis.
Mondo Marcio,
ma per me
va Tutto Bene
e non sento
le mie pene
mentre gioco
al Fantacalcio.
Crisi Grande,
Mondo Marcio,
ma se butto
un po' di blu nel pene
e un altro grammo
nelle vene
nulla m'è più
di intralcio.
Grande Crisi,
ma io marcio
nel marcio
e apro un varco,
uno squarcio
in cui lanciarmi dentro
come se niente fosse
o fosse stato.
E va bene così
nel mio migliore
dei mondi possibili.
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