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Leggendo ci si allontana dal mondo per comprenderlo meglio <°((gaetano~vergara))°>


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martedì, 30 dicembre 2008
 

Mannaggia 'a Morte!
Dialoghetto u-morale sul tempo che avanza

OLD 1 – Quello che è davvero brutto della vecchiaia è che i rimpianti aumentano giorno per giorno e diventano più dei desideri.
OLD 2 – Il bello è che perdi la memoria e puoi ripercorrere senza ripensamenti tanti errori che avevi già commesso in gioventù.
OLD 1 – Cosa vuoi dire?
OLD 2 – Voglio dire che a venti-trent'anni non ti saresti mai concesso lo possibilità di inciampare continuamente sugli stessi dirupi e precipitare negli stessi strapiombi, perché serbavi ancora dentro di te il ricordo delle ferite e delle escoriazioni di precedenti cadute e ricadute.
OLD 1 – Sì, ma io vedo gente incespicare a tutte le età e scottarsi sempre sulla stessa lingua di fuoco… No, no, secondo me non è come dici tu; più ci penso e più mi convinco che non è questo il punto.
OLD 2 – E dove sarebbe questo punto, allora?
OLD 1 – Io dico che se l’età serve a qualcosa, ci fa più leggeri.
OLD 2 – Sìììì, …di testa. Sai che ti dico? Per me, se l’età fa qualcosa, ci rende più rimbambiti, piuttosto. Vecchi, cadenti e rincoglioniti come siamo, e basta.
OLD 1 – Va be', certo, le cellule si consumano, il cervello invecchia…, però ammetterai che col tempo cominciamo a guardare tutto con una distanza che ci permette di distinguere meglio i contorni della realtà nel loro insieme.
OLD 2 – Non lo so… cioè, sarà pure vero… ma non ti serve a niente, perché a niente serve fare nuove esperienze, se poi ti manca il tempo per metterle a frutto. Se mai raggiungiamo un distacco che ci fa percepire meglio la realtà, arriva tutto troppo tardi.
OLD 1 –  Io dico che c’è sempre tempo, e finché c’è vita c’è sper…
OLD 2 –  Cosa succede? Per Giove, cosa ti prende adesso?

[Sipario.]

I wish You a Merry Easter and a Happy New Year!

postato da aitan | 16:24 | Permalink | commenti (34)





venerdì, 26 dicembre 2008
 

trentatré

raschierò a fondo il fondo del mio bicchiere, perché se mi guardo dentro, ora, non ho niente
e nessuna cosa da dire che sia migliore di queste trentatré parole
o del silenzio


postato da aitan | 18:45 | Permalink | commenti (18)





martedì, 23 dicembre 2008
 

auguri in tempo di crisi by gaetano aitan vergara (c)(c) 2009

p a r e   c h e    t r a   u n   p a i o   d i   g i o r n i   s i a    n a t a l e 

postato da aitan | 17:23 | Permalink | commenti (40)





mercoledì, 17 dicembre 2008
 

Dichiarazione d'intenti

Mi sono scassato le palle
di tanto parlare d'amore
mentre là fuori la gente
muore e muore per niente
o per malanni veri
in cui s'arresta il cuore.

(E naturalmente non mi riferisco / a quel trito e contrito core / che fa rima con amore; / qui, ora, vi parlo proprio / dell'organo che quando / smette di battere, / finisce la storia.)

(Per quanto / oggi si discetti tanto di morte cerebrale, / da rendere incerto anche il punto esatto / in cui sia effettivamente finita / la nostra breve e limitata vita. /

E io, per dire, / per quanto non abbia mai ben capito / cosa sia la morte cerebrale, / così, di istinto, / li darei via i miei organi, / se fossi certo / che non potessi più campare / e portare a spasso le mie cos(c)e / col vento in faccia / e i passi che rimbombano / sul suolo.)

(Ovviamente, / sarei più contento / se il mio orecchio, / il mio fegato / o il mio braccio / finissero tra gli attrezzi di qualcuno / capace di pensare, combattere e amare, / sì amare e amare senza guasti al motore, / facendo l'amore, l'amore e l'amore / (proprio nel senso di fottere) / con gusto e buon umore / contro le guerre, / le mele coltivate in serre / e la stupidità dei busher e dei berlusconidi / di ogni razza, stazza e natura.

Qualcuno capace / di andare controvento / senza macchia e senza paura / e di sentire il bello della vita / finché dura e prima che sia finita / essa stessa e la storia, / la storia collettiva e personale / di cui già m'ero messo a discettare e parlare e sparlare / qualche rigo più su.)

(Epperò mi dicono che se sei cerebralmente leso non sei in grado di scegliere a chi passare il testimone. / Pertanto, vorrei che queste povere e scarne parole dessero voce al mio misero corpo quando il corpo non l'avrà. / E tutto questo Alice non lo sa / (ma io non dispero che prima o poi glielo farete sapere, cari amici miei, / e per ora m'allontano sentendomi a voi vicino / per quanto sempre misero, bischero, meschino e piccino. / Piccino assai.))

 

postato da aitan | 20:58 | Permalink | commenti (26)





sabato, 13 dicembre 2008
 

Scorci Sanza Speme

È tutta una questione di prospettiva. Visti di sguincio, dal basso verso l'alto, i figli sembrano migliori dei padri; visti di sbieco, da cima a fondo, li percepiamo peggiori. Ma la fottuta realtà è che cresceranno e inciamperanno nelle stesse pietre.
E questo è solo un aforisma, un aforisma sanza speme, di quelli che fanno finta di interpretare il mondo, ma lo reinventano in forma di parola. E questo è solo un aforisma, un aforisma sans sperme, con poco senso e nullo seme, che di certo non perpetrerà la catena e non figlierà né troverà sulla sua strada fratelli, servi o padroni.
E questo è solo un aforisma; tutto il resto non sta qua.


postato da aitan | 17:09 | Permalink | commenti (24)





domenica, 07 dicembre 2008
 

Muito Romântico
ventottesimo frammento

Chiodo schiaccia chiodo,
e ora ce li ho tutti e due
conficcati nel ventre.

Non puoi spegnere un fuoco
appiccandone un altro.
Non si può cancellare un dolore
con il dolore di un altro.

Resterò tutta la vita
infedele e poligamo,
e non metterò da parte
nemmeno un ricordo.
Costi quel che costi.

(Ché poi lo so bene / che in amore / non ci sono / propositi / che tengano / né contenitori / che contengano, /
e ogni cosa che dico / smentisce / la cosa / che ho detto / prima, /
o la svilisce, /
che è / una morte / anche peggiore.)

 

postato da aitan | 18:52 | Permalink | commenti (30)





martedì, 02 dicembre 2008
 

Tango Cornuto

Esta mañana,
frente al agua
borbollada
en mi letrina,
ha resonado
en mis oídos
el mar,
el siempre mar,
el Proteo azul
de Ovidio,
Ben Johnson
y Jorge Luis.

Praticamente ti buttai tra le sue braccia. "Devi proprio conoscerlo. E' molto simpatico. Un pozzo inesauribile di allegria e canzoni". E ai falò te lo sedevo sempre accanto. A cinema eri in mezzo fra noi due. E a tavola cominciai a spiare l'incontro dei vostri occhi.
Lui ti versava il vino, ti sbucciava le mele e mangiava nel tuo piatto. Raccontava le sue idiozie sempre puntando il tuo sguardo. E contraddiceva ogni mia considerazione. E io accondiscendevo alle sue contraddizioni. Ti ricordi, te lo ricordi come lo ascoltavo a bocca aperta e sorridevo come un coglione? Intanto tu cominciavi a fargli piedino. Non negare. Vi ho visti. Lo so. Fosti tu la prima ad allungare il piede e le mani. Fosti tu la prima a sbottonargli i pantaloni. Non negare. E tu la prima a pensarvi da soli, nudi nel mio letto. E sempre tua fu l'idea malvagia di farmi fuori. Lui non mi avrebbe torto un capello. Ho fatto tanto per lui. E mi era riconoscente. Non posso credere che non mi fosse riconoscente per tutto quello che ho fatto per lui. Non posso crederci.
Eppure nel mio letto tramavate contro di me. Contro la mia vita. E chissà le risate...

gotan-r di gaetano aita vergara (c)(c) 2006

Mi verso il sesto bicchiere di tequila e mangio una fragola ancora. Una fragola ancora.
Che voglia di pisciare! Di svuotarmi di te, di lui e dei miei ricordi.

Vedo nel pozzetto del water i miei occhi arrossati di alcol e dolore. Fanno capolino dietro la curva del mio pene. Scorcio mantegnano. Le palpebre mi si stringono lentamente sotto la spinta di una piega della bocca. Sto per sorridere. Fisso l'immagine riflessa - immobile e mesto. Non penso ad altro. La messa a fuoco del mio sguardo si muove tra gli occhi e il cazzo. Poi il liquido del mio pene frange lo specchio d'acqua e piscio, scompone l'immagine in cerchi concentrici, mi frammenta in schegge cubiste che si muovono e si intersecano tra loro. Goccia goccia, lo scolo provoca le ultime metamorfosi. Ripongo il cazzo nei pantaloni e resto a guardarmi la faccia.
Una voglia di fragola e tequila mi riassale.

Domani riprendo tele e pennelli e cambio stile.

(c)(c)1992

 

postato da aitan | 16:47 | Permalink | commenti (28)