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martedì, 28 ottobre 2008
governare a ufo
ovvero
Il venditore di frottole
(pequeña pausa politiquera)
Ma quale dittatura e dittatura,
Berluscasso non punta ad un popolo obbediente,
lui vuole solo dei consumatori disposti a credere alle sue piazzate,
quello di cui ha bisogno è un popolo di compratori pronto a mettere mano alla tasca
e pagargli a peso d'oro fraudolenze, fanfaluche e fandonie da piazzista da strapazzo.
Berluscasso non cerca e non ha mai cercato di debellare la democrazia,
lui si accontenta di convincere il suo bacino di clientela
che questo è il migliore dei mondi possibili.
E in fondo per lui e per i suoi
non potrebbe andare
meglio di così.
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venerdì, 24 ottobre 2008
interludio a tempo di musica
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mercoledì, 22 ottobre 2008
La lettura dei giornali mi fa lacrimare, *
non so se sia meglio consultare un oculista
per farmi controllare la vecchiaia e la vista
o impegnare tutto me stesso a cambiare
il mondo, per avere altro a che pensare.
* Per esempio, oggi, nel bel mezzo di tante crisi, mi sta facendo pen(s)are assai questa cosa qui.
Aggiornamento del giorno dopo (giovedì, 23 ottobre 2008)
E oggi arriva la solita smentita che leggeremo sui giornali di domani. Ancora lacrime.
sabato, 18 ottobre 2008
Muito Romântico
ventiseiesimo frammento
4 quartine retoriche ma non troppo
[premessa quasi paradossale]
da che ti conosco pago questo fio:
tu pensi solo a te, amore mio,
come faccio a tutte l'ore anch'io
quasi mi fossi figlia, amante e dio.
[domanda retorica numero 1] *
lo vedi quanta cosa c'accomuna
sull'onda del medesimo pensare,
intanto che ogni giorno la tua luna
s'allontana dai flussi del mio mare?
[domanda retorica numero 2]
lo senti che è stata una fortuna
dopo miraggi fatti p'abbagliare
incontrarsi all'ombra d'una duna
che si fa gioco, casa e altare?
[conclusione in forma di adynaton]
salgo perciò in alto alla tribuna
e tutto d'un fiato comincio a gridare
che passerà il cammello per la cruna
prima ch'io da te mi possa separare.
Note e Note di Note
* La domanda retorica numero 1 si basa sulla premessa espressa nella strofa precedente secondo cui tu pensi solo a te e, io pure, non faccio che a te pensare.**
** Ma perché cavolo mi metto ora a chiarire le strofe che scrivo come fossi il figlio d'un sapegno minore?***
*** Mi sento come quell’autore parodiato da Borges le cui postille ai suoi propri versi erano sempre molto più interessanti dei versi stessi.****
**** E in questo momento non mi ricordo nemmeno il riferimento preciso all'opus borgesiano. Qualcuno mi aiuti, per l'amore di dio, del muitoromanticismo e della Letteratura con la eLLe maiuscola!
martedì, 14 ottobre 2008
Confessioni d'un pezzo d'uomo assai assetato, molto affamato, assennatamente assatanato, sedicentemente assertivo e assolutamente seducente
ma non troppo
Io sono un tipo assertivo. Per me non ci sono né se né ma.
Ma se ti vedo raccogliere una mollica caduta dal mio pane, quando ti abbassi e mi pari di fronte tutto quel ben di dio, mi squaglio e divento problematico.
- E ora che faccio? La acchiappo e la defloro qui sul pavimento o le accarezzo lentamente il culo e le alzo il lembo della gonna come se niente fosse?
mercoledì, 08 ottobre 2008
Considerazioni di un uomo qualunque
rubate su un autobus di linea
Vada come vada
sia come sia
mi pare un inganno
la vita
per la media borghesia:
ti danno un lavoro,
ti danno una casa,
una macchina
ti danno
e tu subito
ti danni
per il lavoro
e loro,
oltre al danno,
la beffa ti fanno:
ché presto
pure per la macchina,
il telefono e la casa
ti danni,
e per ogni cosa
che t'entra in casa
un altro malanno
un'altra condanna
ogni giorno
t'angoscia
t'ambascia
e t'affanna.
E come se non bastasse
ti trovi subissato
da imposte, tasse,
tratte, bollette,
rate non pagate,
assicurazioni
e altre ulteriori
non finite
rotture di coglioni.
Tutto di danno
per toglierti tutto,
e tu sorridi inebetito,
d'anno in anno
più convinto
a votare il partito
di quelli che
diranno
che di più ti daranno
(senza contare che
seppure davvero assolvessero
la loro premessa promessa,
quanto più ti daranno
più danno faranno
a te e al mondo intero
che in allegro crescendo
stiamo di giorno in giorno
riducendo a un cimitero,
un punto di non ritorno,
un crematorio forno,
un buco nero
tendente
a zero).
Insomma,
vada come vada
sia come sia
mi pare un inganno
la vita
per i poveri,
i mezzi ricchi
e la media borghesia.
(E se osservi bene
e ben ti rendi conto
autogannati
e in catene
vedi, rivedi e senti
pure i possidenti,
i presidenti e i potenti
d'ogni razza e natura,
anche se
a dirlo ti pare
cosa dura,
fredda freddura,
definizione oscura
o sciocchezza oltremisura;
ché si può essere schiavi
anche del tanto e del troppo,
come chi si trova
senza briglie
in groppa
a un cavallo
al galoppo
e non sa
come scendere
a calpestare
terra.)
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venerdì, 03 ottobre 2008
Recuerdos centrífugos que se borrarán

La muerte borrarà los recuerdos, pero no mis palabras è una scritta che campeggia su un muro di Salamanca e che vuol dire La morte cancellerà i ricordi, ma non le mie parole.
L'ho fotografata nella certezza che presto sarebbe stata borrata, cassata, cancellata; come capita con ogni umana produzione: pagina di quaderno, enciclopedia in cd-rom, figliolanza o cattedrale che sia.
Aggiungo, altrettanto futilmente, che non volevo parlare di questo, quando ho pensato di caricare il montaggio di fotine salamantine che campeggia sui muri di questo post a futura peritura memoria.
mercoledì, 01 ottobre 2008
'ncoppa 'o cuotto
l'acqua vulluta e 'nzevata *
uffa, che sconquasso
già avevamo prima
problemi d'igiene
monnezza qua e là
tra abiti in taffettà
e donne in decolleté,
ora, ogni due e tre,
in città ci viene
pure,
scusate la rima,
capitan fracasso
mister ti-ripasso
visir del salasso
silvio berluscasso
**
(e io mi sono proprio rotto il casso
e va a puttane anche la metrica,
ché sto troppo troppo incazzato
per badare a queste cose
fatte di numeri, formali
dissensi e parole,
mentre qui intorno
ogni giorno
si muore.
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e
si muore
ammazzati,
mica d'amore
o di malumore.)
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