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Leggendo ci si allontana dal mondo per comprenderlo meglio <°((gaetano~vergara))°>


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venerdì, 26 settembre 2008
 

La ballata dell'angelo sterminatore

mi sentivo invincibile, inarrestabile,
ma il mio cammino si inabissò davanti
all'Ambiguità Impietosa Dei Sensi suoi,
dei
sensi
miei

Bello, biondo e di gentile aspetto, si rivelava forte e deciso nelle movenze ed in quel suo modo di stare al mondo come fosse lui il padrone. Il suo sguardo faceva brulicare brividi nella schiena e calore umido tra le cosce. Nessuno lo conosceva, nessuno lo aveva visto prima. Appariva nelle discoteche della costiera come fosse caduto direttamente dal cielo e spariva come al mattino svaniscono i sogni e dalla sabbia si dissolvono i segni tracciati un attimo prima.
Dicono che era solito sorseggiare un whisky in un angolo ben illuminato e poi, all'improvviso, lo si intravedeva in penombra mentre si allontanava dal locale con la preda più ambita della sala.
A letto sapeva indovinare ogni tua voglia e desiderio. Ti avvolgeva di passione, anticipava ogni richiesta che ti sorgesse dalle cosce e dal cuore, si sintonizzava col ritmo del tuo ventre, soddisfaceva ogni fremito della tua pelle, strapazzava i tuoi capezzoli, li accarezzava, ti penetrava il cervello e rivoltava la tua anima come un guanto usato.
Dicono che alla fine prendesse tutte per il culo. Diversamente sarebbe stato più difficile trasmetterti nel sangue il fatale virus che era il principale strumento della sua missione.

 


Liberamente adattato da La Balada del Ángel Exterminador, textículo pubblicato su Ficticia un lustro fa dal mio eteronimo (Giles) Ravager.


 

postato da aitan | 21:06 | Permalink | commenti (18)





mercoledì, 24 settembre 2008
 

piccola post-pausa

post-fake by gaetano 'aitan' vergara (c)(c) september 2008


poche parole:
oggi la creatura
compie cinque anni

postato da aitan | 00:37 | Permalink | commenti (30)





venerdì, 19 settembre 2008
 

BS sul blog di BG

Il blog di Barbara Garlaschelli ospita un concorso senza premi dall'impegnativo titolo di Belle Storie.

Oggi è stato pubblicato un mio breve racconto, in cui qualcuno di voi si sarà già imbattuto in una precedente versione. Leggetelo e fatemi sapere, se avete voglia di leggere e di farmi sapere. Se no, dedicate un po' di tempo alla lettura degli altri racconti e partecipate in tanti mandandone di vostri, ché un gioco vale sempre la pena. Secondo me.

postato da aitan | 21:51 | Permalink | commenti (20)





martedì, 16 settembre 2008
 

notizie del giorno (prima pagina)

In America crollano le borse.
In Italia sommersi dalle balle
si va avanti come se niente fosse.

Nei cieli si cancellano le corse
e s'accusano di tutte le falle
stewart e hostess dalle toghe rosse.

Costretta di nuovo in cupe morse,
la scuola trema da cima a valle
sotto minaccia di ulteriori scosse.

Ovunque ogni certezza un forse,
mentre grava la crisi sulle spalle
di chi naviga già in acque mosse.

In mezz'a borse, corse, morse e forse,
a me mi crollan sempre più le palle
e non passa l'impasse e questa tosse.

disegnino di  (c)(c) gaetano aitan vergara

annuncio a pagina diciannove

Cercasi attico panoramico
in altro mondo non impossibile
con clima secco e pochi stronzi intorno

postato da aitan | 16:32 | Permalink | commenti (32)





giovedì, 11 settembre 2008
 

pene d’amore d’un/-a uomo/donna d’amor dannato/-a

Ahi
Ahi, deh,
Come soffro
E quanto soffrivo
Son cose che una donna
Non può capire
Son cose
Che a una femmina
Non è dato sentire

Soffrivo
Soffrivo per te,
Soffrivo Soffrivo Soffrivo

Poi un mattino
Mi sono svegliato
Che soffrivo di meno
E sono inciampato in
Un'altra,
Ed ora Soffro
Soffro ancora
Ma non
Per te

Deh,
Sapessi
Amore mio,
Il male che mi fa
Essere qui sul punto
Di dimenticar te
E soffrire
Per un'
Altra
Ora

Un'altra
Che
Non
Sei
Tu

Ahi

Ahi
Ahi, deh,
Come soffro
E quanto soffrivo
Son cose che un uomo
Non può capire
Son cose
Che a un maschio
Non è dato sentire

Soffrivo
Soffrivo per te,
Soffrivo Soffrivo Soffrivo

Poi un mattino
Mi sono svegliata
Che soffrivo di meno
E sono inciampata in
Un altro,
Ed ora Soffro
Soffro ancora
Ma non
Per te

Deh,
Sapessi
Amore mio,
Il male che mi fa
Essere qui sul punto
Di dimenticar te
E soffrire
Per un
Altro
Ora

Un altro
Che
Non
Sei
Tu

Ahi

  

postato da aitan | 16:30 | Permalink | commenti (54)





venerdì, 05 settembre 2008
 

Muito Romântico
venticinquesimo frammento

Ragione, (C)uore, Razón, (C)orazón, (C)o-Razón

[…] l'amore è una convenzione
da esercitare con assoluta convinzione,
come se fosse la cosa più importante
[…]

Nonostante tutti i dis(c)orsi (c)he mi metto a fare su ragione e sentimento, non sono mai rius(c)ito a (c)ontornare i (c)onfini (c)he (c)orrono tra il tuo (c)ervello e il mio (c)uore. Una sera di maggio hai fatto tuoi il mio (c)uore e il mio (c)ervello e te li sei presi (c)on (c)ontagiose (c)arezze, (c)ompia(c)imenti, (c)onfidenze e altri (c)omponenti (c)he (c)omin(c)iano (c)on (c): (c) di (c)asa, (c)orda, (c)ielo e (c)oriandoli (c)aduti; (c) di (c)ertezza, (c)anti, (c)alamite e (c)ontinuità; (c) di (c)ome (c)avolo (c)atturarti (c)ome tu (c)atturi (c)ontinuamente me, (c)ariño mío. (Per non dirti di (c)alori, (c)olori, (c)avalli e (c)apanne. (Per non fare (c)enno a (c)ombustioni, (c)ommistioni e (c)ompagnia bella. (Per non (c)onfessare di (c)etre, (c)on(c)ul(c)amenti, (c)onos(c)enze - bibli(c)he - e (c)espugli s(c)uri, (c)hiari e (c)ontorti…))).
Sai bene (c)he di (c) in (c) il gio(c)o potrebbe tendere all’infinito e poi svoltare verso tutte le altre lettere dell’alfabeto. E non sarebbe mai abbastanza. (C)ome sai (c)he a volte si può saltellare sul filo delle parole per nas(c)ondere il dolore e la disperazione, o per (c)er(c)are di spaventarle (c)on (c)apriole e maramalderie, o solo per(c)hé non si ries(c)e a essere più sempli(c)i di (c)osì.

 

postato da aitan | 18:16 | Permalink | commenti (34)





martedì, 02 settembre 2008
 

resolution

Mi svegliai al centro esatto della notte con dei crampi allo stomaco e una solitudine irrimediabile intorno a me e dentro ogni cosa.
Nulla faceva rumore e io me ne restavo immobile come chi vuole fermare il tempo. E all'improvviso, il tempo sembrò piegarsi al mio dettato e smise di fluire.

Quando mi riebbi, ero seduto al centro del letto e mi chiedevo se davvero un anno con te fosse valso tanta pena. Sorrisi, mi grattai la schiena e andai incontro al nuovo giorno.
Quel giovedì ti trovarono riversa sulla tromba delle scale.

 

postato da aitan | 17:51 | Permalink | commenti (18)