If music be the food of love, play on
(lungo interludio a suon di musica)
La scorsa domenica,
ruckert mi ha passato il testimone di una
staffetta che sta impazzando in rete per indagare gusti, modi e costumi dei fruitori di musica e web. Normalmente, sono un po' restio a partecipare a queste catene-di-sant'antonio e faccio la parte dell'anello debole che interrompe la serie ramificata di risposte simili o sovrapponibili (sono troppo orso o troppo snob per partecipare a qualsiasi tipo di rete o cordata). Ma questa volta ho deciso di fare un'eccezione, anche per distarmi da tutto il chiasso che c'è intorno. E poi mi pare che il gioco possa servire a mettere in circolo i nomi degli artisti e dei brani che più apprezzo (sotto la coltre di peli, anche gli orsi hanno un cuore). Mi sono detto che, in fondo, un po' di sano proselitismo non può fa male a nessuno; a limite può perfino alimentare la fratellanza di chi si riconosce (o crede di riconoscersi) nelle mie scelte (da cosa nasce cosa, e, dal risveglio dopo il lungo letargo, potrebbe crearsi una libera associazione di orsi dai gusti musicali simili).
Dunque, ecco il mio prolisso responso:
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Volume totale dei file musicali nel mio PC:
Uno scarso 1.04 GB; davvero poco se si considera che il giga comprende pure 134 MB di file didattici, che mi sono utili per lavoro, e 49 MB di sperimentazioni musicali fatte da me medesimo a mio uso e consumo. (Accanto al computer ho l'hi-fi e normalmente ascolto musica diffusa da quell'impianto e proveniente da un'ampia collezione di cd. Rarissimi i casi in cui attingo brani dalla rete; in genere, si tratta di merce rara che non troverei giù in negozio o nei miei viaggi).
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Ultimo cd che ho comprato:
Louis Scalvis,
Chine - Chamber Music [in realtà, si tratta di 2 dischi del clarinettista francese raccolti in un'unica confezione dalla Label Blue] o forse è stato
Nia Maro di Daniele Sepe [questo, escludendo i cd acclusi in riviste come
World Music e
Musica Jazz e quelli che mi regalano (negli ultimi tempi ho ricevuto il bel cd del duo
Amore-Paturzo ed il demo della band
The Clock di Francesco Perzico).]
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Canzone che sta suonando ora:
Iva Bittovà e Andreas Kroper, "Passacaglia Pro Infantibus".
- Cinque canzoni che ultimamente ascolto spesso o che significano molto per me:
1. Chico Buarque, "Construcção"
2. Roberto Goyeneche, "Naranjo en Flor"
3. Caetano Veloso, "Tú me acostumbraste"
4. Charles Mingus, "Isabel's Table Dance"
5. Ingrid Sertso, "Dance with me"
- Cinque persone a cui passo il testimone:
Sarei tentato di buttare dentro 5 dei miei eteronimi per inserire tanti altri brani che mi sono sovvenuti e che non ho potuto includere nella esigua lista contenuta nel punto precedente. Brani che spaziano tra tutti i generi, come:
1. "Casta Diva" cantata da Callas
2. "Heaven" dei Talking Heads
3. "'A Flobert" dei Zezi
4. Un brano qualunque di quelli in cui John Zorn rifà Morricone
5. "Covered Saints" di Carlinhos Brown
6. "Brown Rice" di Don Cherry
7. Uno dei
24 capricci di Paganini (in specie i multipli di 6)
8. "Annarella" dei CCCP
9. João Gilberto che canta "Estate" di Bruno Martino a ritmo di bossa nova
10. "Nuestro Tema" di Silvio Rodríguez
11. Un bel Tom Waits d'annata (preferibilmente un brano di
Swordfishtrombones)
12. il duo cubano Gema y Pavel che canta "La Capital"
13. "Maryan" di Robert Wyatt
14. "Shofer Nigun" suonata da par suo da Giora Feidman
15. "Welcome" o "Olé" di Coltrane
16. Un brano a scelta tra i tanti di Djivan Gasparian
17. "Heaven is around the corner" di Tricky
18. "Silence is sexy" degli Einstürzende Neubaten
19. "Ma che freddo fa" cantata da Nada con un paio di Avion Travel
20. "Happy Feet" di Paolo Conte
21. "Almost Blue" nella versione sussurrata da Chet Baker
22. "The Gift" di Henry Threadgill
23. "Lonely Woman" di Ornette Coleman
24. Le variazioni su "Sciummo" di Gianluigi Trovesi
25. "Leve leve" di Bevinda
Sarei tentato,dicevo, di buttare dentro 5 dei miei eteronimi, ma invece passo il testimone ad
Alfar,
Funkynomorro,
PaoloGalloni, Alf (uno solo dei due musicomani vesuviani o entrambi), George, Francesco "Perzico" e Francesco "Solfamiredo". Tra questi, che io sappia, solo i primi tre sono dei blogger. Gli altri saranno invitati a lasciare la loro testimonianza musicale qui sotto o a continuare la jam session dovunque e con chiunque vogliano. Sperando che recuperino i Bach, i De André, i Piazzolla, i Miles Davis, i Tom Zé, i Jobim, gli Area e i Camarón de la Isla che non hanno trovato spazio tra le scelte mie e dei miei eteronimi. Ma non voglio condizionare più di tanto i prossimi giocatori.
Caspita, è difficile limitarsi a un menù di 5 (o 25) portate! Specialmente se ci si pregia di essere dei buongustai onnivori (detto con tutto il vizio di soggettività di cui sono intriso dalle unghie dei piedi ai capelli che non ho).
Se la musica è il nutrimento
all'amore, continuate a suonare
così che, essendone saziato,
il mio appetito se ne ammali
e ne muoia
Sulla scia di
Alma Tanguera, seguendo percorsi che non starò qui a raccontarvi, è giunto tra le mie mani
un bel CD di musiche del XX secolo per chitarra e clarinetto di Roberta Paturzo e Adriano Amore.
L’album si chiama
Contaminazioni. Ed il titolo sembra essere del tutto appropriato, visto che il repertorio è all’insegna di quel
crossover che da sempre alimenta la musica di ogni latitudine incrociando proficuamente le strade del popolare e del classico.
Spesso ho parlato su queste pagine dell’arte come di una lingua franca che permette di trovare negli altri qualcosa di noi stessi. Ben vengano dunque le contaminazioni, soprattutto quando sono sorrette da tanto buon gusto e grazia esecutiva.
Il repertorio scelto spazia da Villa-Lobos a Sakamoto, Satie, Piazzolla e Reade, in un viaggio ideale che intreccia le strade del Brasile e dell’Argentina con quelle della vecchia Europa e del lontano Oriente. Alcuni brani (come la colonna sonora di Ryuichi Sakamoto tratta da
Merry Christmas Mr. Lawrence) sono perfino impreziositi dal suono cristallino e dallo squisito senso della misura che risuona dai nuovi arrangiamenti per chitarra e clarinetto del duo Paturzo-Amore.
Pur essendo un convinto piazzolliano ed avendo particolarmente apprezzato l’esecuzione di
Novitango, non saprei dire quale sia la traccia che preferisco; ed ho trovato molto suggestive anche le composizioni di due autori relativamente giovani, Roberto Di Marino (1965) e Siavash Beizai (1953), che, attraverso questo delizioso cd, ho avuto modo di ascoltare per la prima volta nella mia lunga vita di musicomane incallito.
Se proprio dovessi trovare una nota stonata (pare che non sia corretto fare la critica a un debutto senza trovare qualcosa da eccepire), direi che avrei preferito più spaziato e immateriale l’andamento delle
Gnossiennes di Satie. Ma forse qui il problema risiede nel fatto che la cupezza e l’essenzialità di questa musica vengono sacrificate avendo a disposizione due timbri invece di un solo pianoforte (il che conferma una cosa che Paturzo e Amore sembrano sapere molto bene, cioè il fatto che tante volte, dentro e fuori dall’arte, “
less is more” ). Mi era capitato qualcosa di analogo ascoltando gli
Sketches of Satie adattati per chitarra e flauto dai fratelli Hackett: al principio ero rimasto irretito dalle nuove sonorità delle corde e dei fiati; poi, però, alla lunga, ho cominciato a sentire la mancanza del senso di mistero che avvolge le migliori esecuzioni pianistiche delle composizioni di Satie. In ogni caso, vi garantisco che le interpretazioni di Paturzo e Amore sono molto più varie, brillanti e piacevoli di quelle di Steve e John Hackett (anche perché il duo inglese soffriva il limite di aver ridotto la sua raccolta al solo repertorio di Eric Satie).
Per saperne di più ed ascoltare qualche assaggio di queste belle contaminazioni sonore potete dirigervi alla pagina
Ascoltami del sito di
Adriano Amore oppure nell’apposito spazio che Adriano e Roberta hanno aperto sul sito di
Vitaminic.
Buon ascolto e grazie per l'attenzione.