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Leggendo ci si allontana dal mondo per comprenderlo meglio <°((gaetano~vergara))°>


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mercoledì, 31 marzo 2004
 

storiella infantile n.3

LA SORPRESA

(gran finale)

“Per evitare sorprese nella vita devi sempre aspettarti tutto da tutti”, disse il padre al figlio prima di trafiggergli il cuore con la forchetta ancora unta di un’insalata condita male.

gaetanovergara © 2002

Versione originale spagnola: LA SORPRESA

 

postato da aitan | 09:33 | Permalink | commenti (6)





martedì, 30 marzo 2004
 

storiella infantile n.2

TÈNERE TÈNEBRE

Spaventato dal buio, chiuse gli occhi e li coprì con la punta delle dita fino a farsi male.
Quando gli accesi la luce, continuò a piangere nel buio fitto delle sue piccole mani, strette forti intorno al naso.

postato da aitan | 22:11 | Permalink | commenti (1)





domenica, 28 marzo 2004
 

storiella infantile n.1
IL TEMERARIO

Mentre gli altri scappavano terrorizzati, lui raccolse tutto il coraggio dei padri e si avventò su quella massa nera ronzante.
Al rientro della maestra, si ritrovò solo con un pugno di mosche in mano e lei che gridava rimproveri incomprensibili.

postato da aitan | 21:19 | Permalink | commenti (1)





giovedì, 25 marzo 2004
 

DIDONE

Ti avrei dato Cartagine, l’Africa e tutta la mia vita; ma le tue vele ormai volgono già verso Occidente.
E’ difficile durare più di questo istante, mentre lascio che la tua spada troiana mi trafigga per l’ultima volta.

gaetanovergara © 2003

Versione originale spagnola: DIDO

postato da aitan | 16:14 | Permalink | commenti (15)





mercoledì, 24 marzo 2004
 

Vecchio Pagliaccio (ovvero ZIRKUS 1)

Dietro la sua maschera di vecchio pagliaccio si intravedeva una faccia triste e inquieta, ma nessuno avrebbe pensato che quel fucile fosse vero e il sangue reale.

gaetanovergara © 2000

Versione originale spagnola: VIEJO PAYASO

 

postato da aitan | 15:00 | Permalink | commenti (3)





lunedì, 22 marzo 2004
 

disegno di gaetano vergara © 2000

Libera, sul filo dei sensi, la vidi volare, inchiodata a terra dalle ragioni del cuore.

 

 

 

gaetanovergara © 1986-2004

postato da aitan | 07:25 | Permalink | commenti (16)





venerdì, 19 marzo 2004
 

L’intrigo della biblioteca

Svegliandosi una mattina da sogni inquieti, si trovò rinchiuso in quelle quattro pareti senza porte né finestre. Intorno a lui solo libri e manoscritti, ed in ogni pagina lo stesso racconto: “Svegliandosi una mattina da sogni inquieti, si trovò rinchiuso in quelle quattro pareti senza porte né finestre. Intorno a lui solo libri e manoscritti, ed in ogni pagina lo stesso racconto…”

Versione originale: EL ENREDO DE LA BIBLIOTECA

gaetanovergara © 2003

postato da aitan | 23:21 | Permalink | commenti (6)





giovedì, 18 marzo 2004
 

All’ombra del primo albero di mele

Abele stava pensando come liberarsi di suo fratello; ma Caino fu più rapido.

gaetanovergara © 2003
Versione originale:
A la Sombra del Primer Manzano

postato da aitan | 00:06 | Permalink | commenti (9)





mercoledì, 17 marzo 2004
 

ALLA RICERCA DEL SENSO PERDUTO (parte V e, per il momento, ultima)

Avevamo scoperto l’America. Ma i miei compagni erano ansiosi di andare più in là.

Dopo che arrivarono teutonici e bretoni, restai ammirato di fronte alla vetta dell'Empire State Building e mi inerpicai fino all'ultimo piano ansioso di vedere cosa ci fosse oltre le nuvole. Ma il cielo era molto più su.
Nell’ultima stanza avevano appeso una collezione di foto dell'Himalaya. Solo dall'alto si poteva inquadrare l'Everest in tutta la sua grandezza.
Cominciai a capire qualcosa; fui felice di essere stato spogliato di tutto e di non avere più oro né stampelle. Decisi che non avrei più cercato il senso della vita.

Feci un viaggio in Oriente.

gaetano vergara © 1986

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martedì, 16 marzo 2004
 

ALLA RICERCA DEL SENSO PERDUTO (parte IV)

Ricordo che uno di questi secoli, chiesi asilo politico ad un prete di Roma. Nella pace del chiostro di un monastero lessi di Cusano, Espinoza ed altri eroici furori. Qualcuno mi convinse che il senso era scritto da qualche parte, giù al Nord, in caratteri gotici.

Volai in Germania alle 12 e 40. Appena toccai terra, mi si avventarono addosso al grido di “Morte al giudeo!”, e mentre imprecavano altre incomprensibili parole digrignavano i denti come cani rabbiosi. Tornai in Ispagna, ma le cose non volsero al meglio. Ormai ero marchiato a fuoco come le vacche che ogni notte si vedono nere. Per salvare la pelle mi aggregai alla ciurma dell’ammiraglio Cristóbal, quando era il tramonto del secolo decimoquinto dall’abbandono delle grucce sul monte.

[continua]

 

postato da aitan | 00:06 | Permalink | commenti (2)